Michele Placido incontra i detenuti del carcere di Castrogno

Michele Placido con Renato Pilogallo al carcere di Castrogno

Di passaggio in città per le repliche dello spettacolo “Piccoli crimini coniugali”, di Éric-Emmanuel Schmitt, al teatro comunale, in cui recita con Paola Bonaiuti, mercoledì 6 marzo Michele Placido ha accettato l’invito di incontrare un gruppo di detenuti del carcere teramano di Castrogno. Lo ha introdotto il regista, ideatore di  “Lectus – vox populi”, Renato Pilogallo che, nell’ambito dell’ultima edizione della manifestazione, dedicata alla lettura nei luoghi pubblici e organizzata con Pina Manente, con gli stessi detenuti ha condotto un laboratorio creativo su iconografia e semantica dal titolo “About freedom”, riflessione collettiva su tematiche (violenza, solitudine, cambiamento…) connesse con la libertà individuale, tramite la sovrapposizione di opere d’arte e scrittura personale.

Chiunque abbia avuto qualche privilegio nella vita dovrebbe restituire qualcosa, fare qualcosa per gli altri, dare una mano” –  così ha esordito il grande attore e regista sul piccolo palco, facendo in modo che a scrivere la partitura dell’incontro fossero proprio loro, i detenuti, con le loro domande, riflessioni e curiosità. Che inevitabilemente si sono incentrate sui ruoli più popolari interpretati da Placido al cinema e in tv e che più abbiano toccato temi ed ambienti vicini alle loro personali biografie.

Un detenuto ha raccontato d’aver partecipato come comparsa al film “Vallanzasca – Gli angeli del male”, con Kim Rossi Stuart, nel 2010.  Un altro ha portato in dono il libro “I numeri dispari sono di troppo” (Avoe, Teramo) scaturito da un progetto carcere coordinato dallo scrittore Salvatore D’Ascenzo con il contributo di alcuni reclusi; altri ha chiesto di amore e finzione scenica, altri di età e saggezza. Placido, tra l’altro, ha rammentato la sua infanzia ad Ascoli Satriano, in Puglia, e di come, grazie all’intervento di uno zio sacerdote si sia sottratto a un futuro che poteva anche essere non dissimile da quello sperimentato da molti di loro.

Si è trattato di un incontro informale e sincero, in cui l’attore ha comunicato con partecipazione e umanità alla speciale platea riflessioni che toccassero le corde di tutti, come la facilità per tutti di  sbagliare e di cedere alla cecità dell’istinto,  traducendo in un linguaggio semplice l’anelito a una dimensione cristiana dell’esistenza, pacifica, non violenta, solidale. Con un pensiero speciale nei confronti dell’universo femminile: “l’8 marzo dovrebbe essere la festa dell’umanità”, ha detto, annunciando la messa in onda per l’occasione del suo film “7 Minuti” su Rai 3 , in cui recita con un nutrito gruppo di valide attrici nel ruolo di impiegate e operaie di un’azienda tessile.

L’incontro con Placido che, verosimilmente, in futuro potrebbe  anche avere un seguito, si è inserito in un percorso di valorizzazione e di crescita culturale che vede i qualificati e illuminati operatori della casa circondariale teramana impegnati in molteplici sfide culturali e formative, fiduciosi di riuscire a implementare, nonostante l’esiguità delle risorse finanziarie, altri percorsi migliorativi di aggregazione, socializzazione e rigenerazione personale dei detenuti attraverso le buone pratiche dell’arte.

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